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“IL PESCATORE DI AMALFI”

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“IL PESCATORE DI AMALFI”

di Antonio Zequila

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Generalmente le persone che scrivono libri autobiografici ostentando le loro “gesta” e i loro successi, lo fanno per soddisfare il proprio ego. Ecco, in questo caso l’autore ha scritto un libro autobiografico in cui ha parlato sì dei suoi successi, ma raccontando di sé anche gli insuccessi.

Tra queste pagine troviamo un attore che ha vissuto per tanti anni una vita costellata di successo, di lusso e di bellissime donne, eppure, oggi ha dei momenti in cui si sente perso…

Antonio Zequila si confessa e confida il suo amore per Ines, l’amore ritrovato che però vive e lavora in Spagna e dunque, anche in amore ha dei momenti di solitudine e di nostalgia, ma la preserva e non si esprime su di lei più di tanto. Il suo messaggio è che il rapporto con Ines è loro e soltanto loro: è blindato.

Zequila si mette a nudo e in “Il pescatore di Amalfi” mette in risalto la sua grandiosità d’animo perché ci trasmette quanto il lettore non si sarebbe mai aspettato di leggere di lui, perché nella vita, ogni persona comune ha un ruolo, ma lo ha soprattutto chi è in pasto agli schermi, perché ognuno deve appartenere a un cliché, e il suo è sempre stato quello del bell’uomo: forse un bello senz’anima… invece un’anima Zequila ce l’ha! Eccome se ce l’ha! Bello sì, ormai cinquantenne con valori indissolubili: l’onestà, il valore della famiglia, la sincerità, forse anche troppa e il rispetto verso il prossimo.

Qualcuno avrebbe immaginato uno Zequila poeta? Eppure basterà sfogliare il libro per scorgere alcune delle poesie scritte nel corso degli anni…

Il suo motto: “La vita è il tempo che impieghiamo nel pensare al domani trascurando il presente e ricordando il passato che non sarà più futuro”