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“MARIE CLAUDE”

Marie Claude

“MARIE CLAUDE”

di Mimmo Confessa

 

Marie Claude

Un continuo esser lì per caso, legato all’oggi, al domani, ma non di più.

Come se non riuscisse a radicarsi suo malgrado; una sensazione di nomadismo dovuta all’assenza del sé sempre cercato

Anni sessanta.

Libby è una giovane donna che vive a Londra insieme alla madre adottiva, con la quale gestisce il pub “Black Bird”.

Orfana ebrea, reclusa a Bergen-Belsen, da bambina subì il trauma di assistere all’uccisione della madre, ad opera di una vigilante tedesca.

Marcel Montreux, impegnato nel campo delle indagini bancarie, le propose un giorno di risalire alla sua identità fino ad allora sconosciuta, attraverso la matricola tatuata sul braccio e documenti della fureria di Bergen-Belsen ritrovati in un baule in Germania.

Da qui si sviluppa un’intricata trama che si snoda tra incontri, mondo della moda e viaggi, per chiudere un cerchio sui fatti inquietanti che avevano coronato la sua infanzia.

Nell’altalenanza coinvolgente della trama, si alternano passioni intense e situazioni di suspense profondo, nell’ancor vivo clima nazista post bellico.

Mimmo Confessa nasce a Taranto dove vive e lavora nel campo dell’antiquariato in una nota galleria della città. Esordisce nel campo letterario con Le donne di Valerio (Viola Editrice).

Pubblica successivamente Il barone di Salaparuta (Viola Editrice).

Marie Claude è il suo terzo romanzo